Beat Generation: in mostra a NY le fotonotizie di Ginsberg

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Beat Generation: in mostra a NY le fotonotizie di Ginsberg
Semplici fotografie? No, piuttosto vere icon-news su una generazione e i suoi sogni. Da vedere (e leggere) alla Grey Art Gallery fino al 6 aprile

13 febbraio 2013Unknown-2.jpeg

Peter Orlovsky sulla tomba di Joyce nel 1980. Foto Allen Ginsberg
Di Massimo Rota

Rimarrà aperta fino al 6 aprile alla Grey Art Gallery di New York la strepitosa mostra Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg. Ottanta fotografie scattate dall’autore di Urlo che raccontano la formidabile avventura della Beat Generation.

A partire dal 1953, desideroso di “catturare alcuni momenti in eterno”, Ginsberg non si separava quasi mai dalla sua macchina fotografica. Nel 1980 ha ritrovato tutte quelle immagini e ha deciso di ristamparle aggiungendo note manoscritte sulle circostanze dello scatto, sul “clima” della fotografia, sui ricordi che riemergevano rivedendole.

Da quel momento in poi ha commentato ogni nuova foto che scattava con un breve scritto. Esperienze di viaggio (ovviamente in tutti i sensi), abbozzi, descrizioni. Queste didascalie sono vere e proprie riflessioni sul tempo che passa, sulla forza dell’amicizia, cronaca di avvenimenti ordinari (una passeggiata, un viaggio, l’incontro con altri scrittori), acute osservazioni sul mondo, che secondo l’autore hanno il merito di cogliere e conservare “la sacralità del momento.”

Molto più che documenti storici, queste istantanee colpiscono per la spontaneità, per il carettere emblematico che sembra attraversarle: Ginsberg “intuisce” che sta rappresentando un’epoca. Alla fine quello che emerge è un mosaico rappresentativo di una generazione che ha cambiato l’America e l’Europa. Un modo unico per seguire la quotidiana attività di personaggi come Kerouac, Burroughs, Corso, Orlovsky, Ferlinghetti, Cassady, tutti protagonisti di una stagione culturale irripetibile. E sullo sfondo rimane quell’America vista ovunque, quale oggetto d’amore e di odio, un incubo vasto e (s)gradevole, poliforme e affascinante che nei suoi Journals diviene qualcosa di vitreo e disumanizzato.

Probabilmente perché nei diari “si specchia un io grande e confuso come l’America”. Di più Ginsberg sente di essere l’America, mentre sogna se stesso, sogna e vede l’America dappertutto. Finirà per raccontarla, rprodurla all’infinito nelle pagine del suo diario e nelle sue vertiginose fotografie.

Guarda una gallery della mostra.

Beat Generation: in mostra a NY le fotonotizie di Ginsbergultima modifica: 2013-02-13T19:21:39+00:00da mangano1
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