Patrizia Gioia,Leopoldo e il Natale… storiella che non fa male..

Leopoldo e il Natale… storiella che non fa male… da parte di Patrizia, tutta natalizia!
 

 

Leopoldo pensava in silenzio, poi camminava un po’ su e un po’ giù per la stanza, poi si sedeva, fumava, qualche volta s’addormentava, ma la memoria non ritornava. E anche la casa aspettava
Fuori passava la Luna, poi passava il Sole, qualche volta Nettuno s’affacciava solo per vedere se Leopoldo si lavava.
Passava la primavera in punta di piedi, l’estate invece fragorosa fiammeggiava, arrivava l’autunno sempre un po’ stanchino, fino che arrivava l’inverno con il suo inchino.
E Leopoldo pensava, chiamava sempre la memoria, che non arrivava.
Arrivava invece la rana con il suo girino, tre cornacchiette, tutù color noisette, danzatrici perfette, un tasso, tre lepri, un coniglio con un gallo e il solito spelacchiato gatto giallo che aveva fatto bisboccia con un curato, dal fiato di aglio e pure pelato.
Arrivava anche una carretta, un tino pieno di vino, torri e torrette piene di principesse e caprette, tre materassi gonfi di lana,  forchette e coltelli senza la lama, arrivava un serpente che perdeva la pelle, e due sorelle gemelle ma non tanto belle.
Arrivava il lattaio, quello che coglieva le mele e l’apaio – si, quello che fila le api ma senza arcolaio-  arrivava la stella che credeva di essere sempre lei la più bella, arrivava la penna col pennino d’acciaio, l’oca con l’ocaio, il fico e il cartolaio, e tre treni pieni di scatole rotte, sardine, pansè e albicocche. 
E Leopoldo pensava, fumava e chiamava la memoria, che non arrivava.
Arrivava anche una setta, che dalla mattina alla sera cantava su una cassetta, arrivava il sentiero che finiva nell’orto , arrivava il soldato, la mamma del Gigi, il conto della sua spesa, arrivava il vestito, il ditale, il cuscino scucito, il marito della sorella, l’ago di lana e il cammello che non ci passava.
E Leopoldo aspettava aspettava. E la memoria non arrivava.
Alla fine arrivò un ombrello, due stivali di gomma e un cappello.
Qualcuno da sotto guardava e intanto dal cielo la neve nevicava.
E fu così che la memoria finì di stare dov’era, aveva freddo e, dato che Leopoldo la casa l’aveva, lei decise di smettere
di far la smorfiosa e riprese a ricordare quello che era nata per fare.
Era nata per ricordare il Natale e con tutta la gente che era arrivata fin lì, persino Gesù smise di fare pipì.
La bella Maria scaldò un pentolino con dentro il latte e il semolino, Giuseppe tagliò con l’accetta una sedia e un bel tavolino, il bue e l’asinello chiamarono i Magi così che la stalla fu piena di odori, qualcuno più buono, qualcuno che arrivava cattivo da fuori.
La stella la smise di far la boriosa, scese dal cielo e sul tetto fece l’antenna, così che la famiglietta senza più fretta, si sedette in poltrona a guardar l’operetta: un mondo bellissimo, senza più guerra, due neri, due rossi, due gialli e due bianchi, tutti contenti e coi guanti bianchi . E poi, prima di spegnere per mangiare il torrone, arriva il Leopoldo che porta un pacchetto che palpita come se fosse un polletto.
Dentro c’è un cuore rosso e gelato, Gesù ride forte e tutto contento : era ora – dice forte – anche l’Amore è arrivato !
 
Buon natale e tutti!
patrizia & gioia
 

Patrizia Gioia,Leopoldo e il Natale… storiella che non fa male..ultima modifica: 2012-12-08T11:18:26+00:00da mangano1
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