18/05/2012

Armando Todesco,I grillini sono solo malpancisti ?


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Nel dopoguerra quando c’era la Dc c’erano persone che protestavano ?
C’erano e si annidavano nel movimento dell’Uomo Qualunque nato nel 1946 da tale Giannini che ha ottenuto un modesto risultato a macchia di leopardo intorno al 5 per cento a livello nazionale.
Tutti sono  confluiti poi nella Dc alle elezioni del 1948.
Erano contro il sistema dei partiti di allora nati alla fine della guerra e proponevano il ritorno morbido al passato .
Con la fine dell’esperienza di Giannini questa voglia di andare contro chicchessia , di cittadini mai contenti di tutto e di tutti ,e’ confluito nella sinistra extra parlamentare e nel Pci  che per fare voti dava loro una mano dalle pagine dell’Unita’.
Poi venne la contestazione e lì i malpancisti  a 360 gradi trovarono  il loro habitat naturale.
Finita la contestazione con gli anni Settanta cominciarono a confluire  nel partito radicale e socialista.
E si arriva  quindi verso la fine degli anni 80 quando compare la lega con la sua illusione durata  20 anni.
E siamo arrivati  al 2012.
Tutti questi movimenti di scontenti e con voglie nascoste di contestazione avevano una loro origine e il loro avversario nel confort su cui si appoggiava l’Italia ,nella rete dei partiti presenti in Parlamento .
Giannini protestava contro la Dc perche’ voleva fare confuire  nel suo partito gli scontenti  ex fascisti usciti sconfitti dalla guerra.
Il Pci protestava contro la Dc perche’ voleva raggiungere una sua quota di consensi superiore a quelli della Dc e buttava nel calderone del partito tutto e tutti.
La contestazione ha contestato tutto e tutti per due, tre anni  per poi fare venire allo scoperto che contestava non per buttare giu’ il sistema, ma per inseguire una scorciatoia  per portare in Parlamento dei deputati che ci sono poi andati e che hanno fatto tutto uguale agli altri e ora prendono tutti il vitalizio parlamentare della casta che era uno degli obbiettivi da buttare da distruggere  .
La lega contestava tutto anche per riaffermare un nuovo modo di fare politica piu’ vicina agli interessi della gente e al territorio.
Abbiamo visto come e’ finita :con figli di papa’ eletti con decine di migliaia di voti senza essersi mai presentati davanti ad un palco ,lauree e diplomi albanesi finti , investimenti personali in lingotti d’oro e affari personali pagati dal sistema dei contributi  tanto odiati .
Ora c’e’ Grillo che e’ il nuovo vettore della contestazione.
Un comico deluso ed allontanato dalla Rai che ha tanta voglia di parlare male di tutto e di tutti ma che non ha nessuna proposta politica.
Voglio vedere infatti quando si trattera’ di parlare di lavoro ,di pensioni e salute e di scuola che cosa diranno i grillini.
Per ora quello che si e’ visto in televisione e’ molto scarso e deludente se non decisamente negativo .  
 A Milano dove sono stati eletti e che credo che alle prossime elezioni con l’aria che tira  avranno anche un migliore risultato  non hanno prodotto un granche’ di  risultati in consiglio comunale salvo parlare di amianto .
Sono votati tutti perche’ ormai l‘italiano in genere ne ha piene le scatole di vedere i soliti che da decenni siedono in Parlamento e parlo dei Casini e Fini e Rutelli che non hanno ancora capito di avere il 2,5 per cento.
Il terzo polo e’ finito dice Casini.
Io sostengo che il terzo polo e’ finito  perche’ c’e’ lui e Fini e Rutelli che parlano di dare  lezioni a tutti ma mancando di farla a  loro stessi e poi razzolano non come parlano :c’e’ Fini che  non ha mai chiarito la questione della casa di Montecarlo e del suo posto alla Camera occupato illegalmente ,Rutelli che si fa le vacanza da 7000 euro in Polinesia e che parla di fare il bene della povera gente e che ha Luisi come amministratore che lui dice di non sapere cosa facesse.
Ci informi Rutelli su come vanno le cose con questo Luisi .Ci informi.
 
Alla fine possiamo dire che sono sempre esistiti dei rivoli di qualunquisti e di gente scontenta.
Dal nostro osservatorio notiamo che premono perche’ cambi tutto ma perche’ in fondo non cambi niente.Ma che rimanga il loro confort.
Negli ultimi mesi e’ emerso ancora il fenomeno degli scontenti e cioe’  intellettuali di sinistra della zona chic di Milano che contestavano il sindaco per l’area C (una delle poche proposte buone di Pisapia)che gli obbligava a pagare un qualcosettina ma  se ne fregavano degli interessi generali della citta’.
 
Proprio loro che hanno sempre contestato tutto e tutti in nome dell’interesse generale del Paese ,cosi’ come hanno fanno tutti gli scontenti cioe’ un malessere sottile e presente in ogni democrazia,ma che forse perche’ sia tale  e ‘ necessario tollerarli senza usare l’insetticida .
 
 
Armando TODESCO
 

16:23 Scritto da: mangano1 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Attilio Mangano, Le riforme ( canzone)


Su compagni più entusiasmo
siam vicini al socialismoauguri_sovversivi.jpg
alle prossime elezioni
butteremo giù i padroni

Alle prossime elezioni
butteremo giù i padroni
e sarà di carnevale
perchè lì ogni scherzo vale

Le riforme di struttura
ai padroni fan paura
ma per farle con decoro
consultiamo un pò anche loro

La riforma della casa
oh che grande e bella cosa
siamo tutti proprietari
tranne forse i  proletari

La riforma della scuola
finalmente già si invola
ma se l'Italia di dottori è piena
chi lavora poi alla catena


La rifoma urbanistica
il padrone non la mastica
diecimila posti letto
un po di  verde e tanto ghetto

La riforma sanitaria
tutti quanti salta in aria
per guarir lo sfruttamento
aspirina e qualche unguento

Alle prossime elezioni
butteremo giù i padroni
e sarà di carnevale
perchè lì ogni scherzo vale

16:10 Scritto da: mangano1 in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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Dopo un lieve recupero negli anni passati, con l'avvento della crisi nella scuola italiana è di nuovo allarme abbandoni. I "dispersi scolastici" ingrossano le fila dei Neet (not in employment, education, training), in un circolo vizioso che li allontana dal mercato del lavoro. Colpa dello svantaggio socio-economico della famiglia e del territorio, ma anche di una scuola che non garantisce sbocchi. Italia tra i peggiori d'Europa e lontana dagli obiettivi di Lisbona

In Italia un ragazzo su cinque non ha un diploma di scuola media superiore né una qualifica professionale. E' un "disperso scolastico", secondo l'accezione europea, con la quale s'intendono tutte le forme di abbandono dell'istruzione e della formazione prima del completamento dell'istruzione secondaria superiore o dei suoi equivalenti nella formazione professionale, compresi, nel sistema italiano, corsi di almeno due anni riconosciuti dalla Regione. Secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2010 (rapporto "Noi Italia 2012"), il 18,8% dei giovani lascia la scuola prima del diploma, avendo in tasca la sola licenza media (22% tra i maschi, 15,4% tra le femmine; ma la percentuale è oltre il 40% considerando soltanto i giovani stranieri). Abbandoni precoci, che esplodono nei primi due anni delle superiori. A "perdersi" sono soprattutto ragazzi e ragazze tra 14 e 17 anni, più di 100 mila l'anno in questa fascia di età. Il totale cumulato degli early school leaver, misurati dall'indicatore statistico sulla popolazione di 18-24 anni senza diploma e non più in formazione, è di 800.000 persone. Dicono addio alla scuola appena matura l'età lavorativa, o lasciano dopo bocciature e ripetizioni, o non sono scrutinati per irregolarità di frequenza, o semplicemente scompaiono con il loro disagio giovanile da una scuola che non garantisce sbocchi e non risponde alle aspettative (secondo Eurispes quasi un terzo degli adolescenti, il 29,3%, dice di sentirsi annoiato per la maggior parte del tempo trascorso a scuola). Dopo un lieve miglioramento tra il 2004 e il 2010, la crisi ha interrotto il recupero e oggi è di nuovo "allarme abbandoni". Anche così, in Italia, s'ingrossa l'esercito dei Neet: gli oltre 2 milioni di giovani che non lavorano, non studiano e non sono impegnati in percorsi formativi. Anche così, nel nostro paese, si crea il circolo vizioso che rendere difficile smettere di essere Neet.

Se la fuga dalle classi è condizionata dallo svantaggio socio-economico e culturale della famiglia e del territorio di appartenenza, oltre che dalle caratteristiche dell'offerta formativa, scontato è anche lo svantaggio rispetto alla mobilità sociale e nel mercato del lavoro: il tasso di occupazione dei dispersi è inferiore al 50% e l'incidenza di professioni con qualifiche basse o non qualificate sensibilmente maggiore che tra gli altri coetanei occupati (65 contro 35%).

Le differenze territoriali sono marcate. Secondo i dati aggregati, il fenomeno degli early school leaver coinvolge il 22,3% dei giovani meridionali e il 16,2% dei coetanei del Centro-Nord. Più in dettaglio, in Sicilia oltre il 25% dei ragazzi, uno su quattro, non porta a termine un percorso scolastico-formativo dopo la licenza media. Le percentuali sono di poco inferiori (circa 23%) in Sardegna, Puglia e Campania. Nelle regioni del Centro gli abbandoni oscillano tra il 13% e il 17%, per risalire in alcune aree del Nord, principalmente nella provincia autonoma di Bolzano e in Valle d'Aosta, ma anche in Piemonte e Lombardia, tutte con quote intorno al 20%. Più in linea con gli obiettivi della Strategia Europa 2020, che ha riproposto un tasso di dispersione scolastica sotto il 10% (già posto dall'agenda di Lisbona, e non raggiunto, entro il 2010) appare il Nord-Est, in particolare la provincia autonoma di Trento e il Friuli-Venezia Giulia, con indici attorno al 12%. Bari, Cagliari, Caserta, Catania, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Taranto: queste le città più a rischio. Ma l'allarme si estende alle periferie delle maggiori metropoli italiane: Milano, Torino, Genova, Verona, Bologna, Roma.

L'Italia non solo è lontana dagli obiettivi di Lisbona, ma anche dalla media europea, pari al 14,1%. Nella graduatoria dei ventisette paesi Ue si colloca nella quarta peggiore posizione, dopo Malta (36,9%), Portogallo (28,7%), Spagna (28,4%). Seguono Romania, Regno Unito, Bulgaria. La palma d'oro va alla Slovacchia, con un tasso di abbandoni pari a 4,7%.

16:01 Scritto da: mangano1 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook